IL MIO NUOVO CONTEST

Lettori fissi

martedì 29 maggio 2012

SPIEDINI DI VITELLO AL PARMIGIANO REGGIANO

6 chiacchiere
Oggi vi saluto brevemente e vi lascio questa gustosissima ricetta iperveloce..
non mi dilungo troppo, sono ancora scossa dal terremoto che c'è stato alle 9.02 e che ho sentito nonostante abiti a Firenze.. un pensiero a tutti coloro che si trovano nelle zone colpite DI NUOVO da questo secondo sisma, che pare sia stato della stessa intensità di quello di alcuni giorni fa..
.. non dico altro, mi mancano le parole!
UN ABBRACCIO A TUTTI

Ingredienti:
500gr filetto di vitello - 6 cucchiai parmigiano grattugiato - 4 cucchiai pangrattato - 1 rametto rosmarino - olio EVO - sale e pepe

Preparazione:
Pulire il rosmarino e tritare finemente gli aghi.
Miscelare in una ciotola il parmigiano grattugiato, rosmarino, pangrattato, sale e pepe.
Tagliare a cubotti la carne e passarli nel mix aromatico, facendolo aderire bene.
Infilzare i pezzi di carne in spiedini di legno inumiditi con acqua.
Disporre gli spiedini su una teglia con della carta forno sotto e irrorarli di olio EVO.

Cuocere in forno caldo a 200°C per 10-12 minuti rigirandoli spesso, in modo che cuociano da tutti i lati.



Io li ho serviti con una bella insalatina fresca!

sabato 26 maggio 2012

QUANDO IL FINGER FOOD SPOSA LA PASTA INTEGRALE

0 chiacchiere
solo loro potevano pensarci, quei mattacchioni supersimpatici di Atmosfera Italiana, in combutta ehm collaborazione con Pastificio Benedetto Cavalieri, che dopo anni di studio ha presentato la sua nuova linea di pasta integrale biologicaa, che se è buona anche solo metà di quella "normale" merita veramente di essere assaggiata!!!
E potevo io esimermi dal partecipare al loro nuovo contest?
GIAMMAI!!!
Per cui eccomi qua a raccontarvi questa nuova avventura che si sono inventati Claudio e Carla per far conoscere sempre di più i mitici accessori per finger food di Atmosfera Italiana e la pasta goduriosa di Benedetto Cavalieri..
vi presento quindi il contest

che ne dite?
non è una figata??
Per me i contest di Atmosfera Italiana sono una sorta di sfida ogni volta..
Per questa occasione ho deciso di documentarmi "a modino" sul significato di Finger Food, in modo da preparare qualcosa di realmente attinente!
Se avete pazienza di leggere ancora un po' vi racconto che cos'è il FINGER FOOD..
Il Finger food è cibo mangiato con le mani, a differenza del cibo mangiato con coltello e forchetta, bacchette o altri utensili.
Esempi generalmente accettati di finger food sono i salatini, i rotoli di salsiccia, salsicce su stuzzicadenti, formaggi e olive su stuzzicadenti, ali di pollo, involtini primavera, quiche, samosa, vol au vent, arancini di riso. Altri cibi conosciuti che vengono a volte considerati finger food includono la pizza, glihot dog, la frutta e il pane.
Divetato di moda negli ultimi anni, il finger food ha preso sempre più piede negli eventi mondani, dall'aperitivo al matrimonio, passando anche per le case dei "comuni mortali" grazie all'oggettistica che da "per addetti ai lavori" è diventata di dominio pubblico (un ringraziamento speciale per questo a chi come Atmosfera Italiana li commercializza), permettendo così a chiunque di cimentarsi in cibo da dita per stupire gli amici e divertirsi in compagnia!
Esistono regole ferree per quanto riguarda il cibo da finger food ed esiste addirittura un campionato mondiale di Finger Food tenuto ogni anno da chef internazionali..
ve ne cito solo una: il vero finger food prevede un accostamento di cibi differenti, quali morbido/croccante, dolce/salato che si sposino bene tra loro e siano mangiabili con le mani..
Per le altre regole vi rimando al sito del campionato, qui dove si può scaricare anche un file!
.. insomma mica una robetta da poco preparare un finger food degno di questo nome!

Ed ora non mi resta che aspettare l'arrivo del pacco di prodotti contenente la pasta integrale Benedetto Cavalieri e gli accessori per finger food di Atmosfera Italiana per iniziare a creare..

mercoledì 23 maggio 2012

LA PAPPA DI TESSA!!!

2 chiacchiere
Dal 14 maggio ho iniziato il famigerato "divezzamento" di Tessa.. una lotta giornaliera per darle da mangiare con il cucchiaio.. in cui lei protesta protesta ma poi si finisce immancabilmente tutto il piatto.. e dopo vuole anche la poppa!
Se qualcuno s'ha come si fa a toglierle la poppa dopo la pappa me lo dica perchè la piccola vitella non ci rinuncia nemmeno se si strozza!! E io non so da che parte rifarmi per levargliela, visto che come ci provo inizia a urlare come se fosse digiuna da mesi.. 
Il primo brodino è stato fatto con 2 patate e 2 carote, messe a bollire in 1,5 litri di acqua per un'ora e mezzo.. una puzza mostruosa a giro per tutta casa e brodo finale ridotto della metà..
Poi il brodo va filtrato e messo in una caraffa a raffreddare, prima di metterlo nei contenitori che andranno nel congelatore.. 
mica penserete che io mi metta a farle il brodo TUTTI I GIORNI spero.. glielo faccio una volta ogni quattro pasti e mi pare più che sufficiente..
Mentre le verdure vanno frullate con un po' di brodo e poi le metto nel contenitore per fare i cubetti di ghiaccio e li congelo in modo che siano porzionabili a piacere..
questo è tutto l'armamentario che sto usando.. 
..ogni commento è superfluo!

Il brodo congelato lo faccio scongelare dalla sera prima per il pranzo, dentro il frigorifero, così come le verdure che voglio metterci..
 
Poi poco prima di pranzo Tessa viene depositata amorevolmente nel seggiolone, scaldo il brodo in un pentolino, ci aggiungo la crema di riso, mescolo con una frusta e poi ci metto la patata frullata e da pochi giorni anche la carota, due cucchiaini di olio e via.. la pappa è pronta!

pappa patate-carote-crema di riso
Dal mese prossimo le verrà aggiunta anche la carne omogeneizzata a questo bel brodo, mentre ho già provato ad aggiungerci i due cucchiaini di parmigiano che le spettano, ma le è venuto uno sfogo sotto il mento rosso e con tante bollicine.. temo sia uno zinzinello intollerante ai latticini ancora.. speriamo che si abitui presto alla lattasi e poi le passi, altrimenti sarà un bel problema!
sentirò poi cosa dice la pediatra alla prox visita!!!
Volete sapere cosa ne pensa Tessa di questa pappa nuova?
A parte i primi momenti di "ma che schifo mi dai mamma?" e i pianti se arriva con una fame nera a pranzo, per il resto se la mangia un cucchiaino alla volta senza fare troppi drammi, mettendosi le mani rigorosamente in bocca ogni volta e spalmandosi la pappa ovunque.. un giorno fa dannare, il giorno dopo mangia di gusto, la preferisce a temperatura ambiente piuttosto che calda e abbastanza densa invece che liquida.. ma a parte questo mangia di gusto tutta la sua pappa.. quanta gliene dai la prende.. e speriamo sia sempre così!!
E non paga di essersi finita 180ml di brodo con patata, carota, crema di riso e olio.. dopo vuole la sua dose di poppa e guai a far finta di non ricordarsene, inizia ad urlare come se non mangiasse da un mese e fosse un povero passero abbandonato.. va beh!!!

Vi ricordo che siete sempre in tempo per partecipare al mio contest



scade il 17 giugno e per ora c'è solo Sabrina che partecipa.. :(
vi aspetto numerose, su via.. è una sfida per blogger, non vi piace???

domenica 20 maggio 2012

SALSICCE ALLA DUBLINESE

4 chiacchiere
Quando arriva maggio io inizio a fremere perchè di solito è questo il periodo in cui io e il mio compagno andiamo a zonzo per dieci giorni lasciando a casa pensieri, lavoro e quanto altro, perdendoci spesso per le campagne europee.. negli anni pari un po' per caso e un po' per gioco abbiamo deciso di andare a visitare l'Irlanda (2006 e 2008) e la Scozia (2010), entrambe bellissime e verdissime, posti incantevoli dove girare in auto anche senza una meta fissa, solo per riempirsi gli occhi di tutto ciò che offrono..
quest'anno sarebbe dovuto essere l'anno del ritorno in Scozia con giro delle isole su fino alle Orcadi e ritorno lungo Loch Ness in auto.. avrebbe dovuto perchè con la nascita di Tessa tutti i piani a due di viaggi sono momentaneamente sospesi e rimandati a quando sarà un po' più grandina e potremo portarla senza stracanate o bizze a giro con noi.. diciamo che ci siamo presi un anno sabbatico dai viaggi, un po' a malincuore perchè siamo entrambi "malati di viaggio", ma per una buona, anzi buonissima causa.. allargare la famiglia! E poi quando viaggeremo tutti e tre insieme sarà ancora più divertente e confusionario di com'è stato fino ad ora!!
Con la malinconia nel cuore, pensando alle verdi vallate Scozzesi ed Irlandesi, guardando fuori di finestra in una tipica giornata irlandese di primavera in cui pioveva a dirotto ho deciso di fare questo piatto, trovato su uno dei miei libri di ricette tipiche irlandesi, non propriamente leggero e primaverile forse, ma gustoso e genuino..
l'abbiamo accompagnato ad una birra scura corposa che ci ha ricordato ancora di più i nostri pellegrinaggi alla scoperta dei sapori irlandesi!!
Vi lascio la ricetta per sognare un pezzetto di Irlanda insieme a me..
ero talmente concentrata sulla sua realizzazione e sugli odori che riempivano la cucina da scordarmi completamente di scattare foto della preparazione, spero non me ne vorrete se vi lascio solo le foto del piatto finito..

Ingredienti:
8 salsicce - 4 fette di pancetta - 30 g burro - 2 cipolle - 2 spicchi d’aglio -  4 patate vecchie e grosse - salvia -  pepe -  prezzemolo, -187 ml brodo di carne
Preparazione:
Mettere le salsicce in una pentola, coprire con acqua fredda e portare ad ebollizione.
Lasciarle cuocere per 7 minuti, scolare e far freddare.
Riscaldare il burro in padella e fatevi cuocere la pancetta, tagliata a listarelle, per 1 minuto.
Unite le cipolle e fatele dorare, poi aggiungete l’aglio e lasciate cuocere 1 minuto.
Togliete dalla padella aglio, cipolle e pancetta e nel grasso rimasto fatevi rosolare le salsicce su tutti i lati, poi toglietele.
Disponete le patate, tagliate a fettine, sulla base di una grossa pirofila e ricopritele con pancetta, cipolla e aglio.
Spolverizzate con salvia e pepe e aggiungete il brodo di carne.
Adagiate sul tutto le salsicce, coprite e infornate a 180° C per 1 ora.
salsicce alla dublinese appena sfornate
Prima di servire guarnite con prezzemolo tritato, si accompagnano con birra e pane nero.
Al posto del brodo si può utilizzare del sidro.
È praticamente un piatto unico, ma per stomaci capienti si può unire ad una zuppa.
Ottimo con pane di patate fatto in casa!!
Non adatto a donne incinte che potrebbero passare una nottata d’inferno nel digerire..
..vero Chiara, ti ricordi nel 2002??


va beh l'aspetto magari non è dei migliori, ma vi assicuro che il sapore è eccezionale.. provare per credere!!! E di sicuro mangiandole io e Daniele abbiamo ricordato i posti visti gli anni passati e ci siamo emozionati come quando eravamo lì.. ah..

giovedì 17 maggio 2012

RABARBARO.. QUESTO POCO CONOSCIUTO

1 chiacchiere
E finalmente siamo arrivati a parlare di RABARBARO.. questo sconosciuto per i più qua in Italia, diffusissimo nel resto d'Europa dove viene consumato sotto forma di marmellata, nei dolci e in molte altre ricette..
Io personalmente l'ho scoperto in Irlanda in un B&B dove una dolcissima signora ci ha offerto una torta fatta da lei che sembrava di mele, ma all'interno aveva cremina rossa e non sapeva di fragole.. solo dopo esser tornata a casa ho scoperto che era di Rabarbaro e ho iniziato a documentarmi su cosa fosse e sul suo utilizzo! Qua da noi è ancora poco conosciuto, si trova poco e punto a giro e costa un sacco.. per fortuna ho degli agganci che casualmente in questo periodo (in cui il rabarbaro si trova sui banchi dei supermercati e dal fruttivendolo) sono a Monaco di Baviera e me ne sono fatta comprare un bel po'!
Prima di darvi una ricetta vi racconto che cos'è e il suo utilizzo.. vi consiglio di darci un'occhiata perchè ho scoperto che non è proprio adatto a tutti mangiarlo.. vedete un po' voi!!!
RABARBARO
 Il rabarbaro (genere Rheum) è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, comprendente 60 specie diffuse spontanee in Europa e in Asia.
Le specie del genere Rheum hanno un robusto rizoma carnoso da cui viene emesso ogni anno un nuovo apparato vegetativo che può raggiungere altezze anche superiori ai 200 cm.
Le foglie, di grandi dimensioni, sono in gran parte riunite in una rosetta basale, disposte con fillotassi alternata, con piccioli lunghi cilindrici e carnosi e lembo variabile da ovato-cordato a reniforme, semplice o palmato-lobato. Il margine è intero o dentato, più o meno ondulato.
I fiori sono bisessuali, riuniti in pannocchie terminali lungamente peduncolate che possono raggiungere alcuni decimetri di lunghezza. I singoli fiori hanno simmetria raggiata, con perigonio composto da sei tepali di colore bianco o giallastro. Stami in numero di 6 o 9. Ovario supero, contenente un solo ovulo.
Il frutto è una noce trigona con spigoli prolungati in un'ala membranosa.
L'uso del rabarbaro a scopo alimentare o medicinale ha origini antichissime in alcune popolazioni asiatiche. Sembra che i Cinesi lo usassero già dal 2700 a.C. e che rientrasse fra gli alimenti tradizionali delle popolazioni mongole. L'uso alimentare fra le popolazioni occidentali, soprattutto di cultura anglosassone, risale invece ad epoche più recenti, probabilmente introdotto a seguito dell'espansione coloniale delle superpotenze europee.
L'uso alimentare si limita ai piccioli fogliari carnosi, impiegati come ingrediente principale o secondario in varie pietanze ma soprattutto per la preparazione di torte dolci o salate e marmellate. Le foglie possono inoltre essere utilizzate come succedaneo degli spinaci, tuttavia l'uso è categoricamente sconsigliato a causa dell'elevato tenore in acido ossalico. Le foglie si raccolgono in genere nel periodo di maggio-giugno, preferibilmente dal secondo anno di vegetazione in poi.
L'uso medicinale del rabarbaro riguarda il rizoma. Sotto questo aspetto il rabarbaro per eccellenza s'identifica nella specie Rheum palmatum, più nota con il nome comune di Rabarbaro cinese. Le stesse proprietà del rabarbaro cinese possono tuttavia essere estese a tutto il genere, anche se possono esserci differenze nel tenore in principi attivi. Il rizoma si raccoglie da piante di oltre un anno d'età, viene decorticato e suddiviso in frammenti ed essiccato. La droga si presenta sotto forma di frammenti cilindrici o discoidali, duri, di difficile frantumazione. Come prodotto erboristico classico il rabarbaro si assume tal quale in polvere, come decotto, come estratto idroalcoolico.
In campo industriale è utilizzato nel settore farmaceutico per la produzione di farmaci. Nel settore liquoristico è impiegato come ingrediente base per la produzione di amari tonico-digestivi oppure come ingrediente correttore del sapore per aperitivi e amari a base d'erbe. L'uso del rabarbaro come ingrediente secondario è dovuto soprattutto al suo aroma gradevole, che contribuisce a migliorare il bouquet dei preparati.
I principi attivi principali contenuti nel rizoma sono composti antrachinonici e antranolici liberi e soprattutto in forma di derivati glucosidici, fra i quali il più importante è la reina.
Fra i principi attivi secondari vanno citati i tannini.
Il rizoma del rabarbaro è un regolatore delle funzioni digestive.
A dosi basse stimola la secrezione gastrica e la secrezione biliare, pertanto ha proprietà aperitive, digestive, depurative del fegato. È inoltre un blando lassativo. A dosi più alte è un efficace lassativo. A dosi eccessive ha invece effetti purgativi negativi, altrimenti è consigliato come lassativo in quanto influenza la motilità del colon irritando le pareti intestinali.
Studi clinici imputano al rabarbaro anche una funzione antisettica nei confronti delle infezioni intestinali e, in virtù del contenuto in tannini, di decongestionante nelle irritazioni della mucosa intestinale.
La presenza dei tannini come principio attivo secondario fa sì che il rabarbaro possa essere utilizzato anche come astringente della pelle e delle mucose della cavità orale e nasale e come antibatterico.
L'uso del rabarbaro deve essere moderato sia nel tempo sia nelle dosi a causa degli effetti collaterali.
In generale, aumentando l'assunzione, si manifestano le proprietà lassative del rabarbaro e interferenze con alcune funzioni fisiologiche relative all'apparato digerente, al sistema circolatorio, al sistema escretore.
In particolare, l'uso del rabarbaro è categoricamente sconsigliato alle donne durante la gravidanza e l'allattamento, ai bambini sotto i due anni d'età, ai malati cronici di affezioni gastro-intestinali (ulcere e coliti), di emorroidi o di calcoli renali.
E' sconsigliato l'uso alimentare delle foglie a causa dell'elevato contenuto di acido ossalico.
La raccomandazione non si estende ai piccioli fogliari, che invece hanno un tenore bassissimo in acido ossalico.
Il rabarbaro è coltivato sia come pianta industriale, per la produzione dei rizomi sia come pianta ortiva per l'utilizzazione a scopo alimentare.
In entrambi i casi il ciclo colturale è biennale o poliennale in quanto nel primo anno la pianta ha una modesta vigoria. È una pianta rustica e abbastanza adattabile, tuttavia vegeta bene in terreni freschi, moderatamente umidi, ben dotati di sostanza organica e ben drenati. Predilige i terreni con reazione subacida, neutra o sub-basica, ma in generale si adatta a valori di pH variabili da 6 a 8.
È preferibile l'esposizione in piena luce, ma tollera bene anche un certo grado d'ombreggiamento.
Per l'impianto è sconsigliata la semina diretta in pieno campo alla quale va preferito il trapianto utilizzando piante di un anno d'età. Le piante vanno messe a dimora ad una distanza di 80-100 cm lungo la fila e con distanze fra le file in funzione del tipo di meccanizzazione adottato.
La messa a dimora si effettua a novembre-dicembre nelle zone a inverno mite o a febbraio-marzo nelle regioni fredde.
La raccolta va fatta al secondo anno d'impianto per quanto riguarda il rizoma, oppure moderatamente anche al primo anno per i piccioli fogliari, avendo cura di lasciare un adeguato numero di foglie per consentire l'attività fotosintetica. L'epoca di raccolta è autunnale per il rizoma, primaverile (da aprile a giugno secondo le zone) per le foglie. In estate vanno asportati gli scapi con le infiorescenze in quanto la fioritura e la fruttificazione sottraggono energie alla pianta penalizzando soprattutto la produzione dei rizomi.
Le scelta della specie dipende dalle condizioni ambientali e dalla facilità di reperimento del materiale di riproduzione. Secondo le zone sono molto usate oltre al Rheum plmatum (Rabarbaro cinese), il Rheum officinale, il Rheum undulatum, il Rheum rhabarbarum.
Particolare attenzione va fatta, nella scelta della specie, nei climi caldi, in quanto molte specie sono adatte a climi continentali con temperature estive non troppo alte. In Sardegna, in pianura, ha dato buoni risultati il Rheum undulatum in termini di rusticità, adattandosi bene a condizioni moderatamente siccitose e all'esposizione al sole.
- . - . - . - . - . - . - . - . -
e ora passiamo alle ricette che ho in serbo per voi.. vi presento la..

TORTA AL RABARBARO

Ingredientirabarbaro 250g - farina 150g - burro 100g - zucchero 160g - 2 uova -  1/2 bustina lievito per dolci - una presa di sale - buccia di limone

Preparazione:
Pulire il rabarbaro (togliendone parte dei fili, come per il sedano) e tagliarlo a pezzetti di 2cm circa.

Montare lo zucchero con i tuorli, poi unire la scorza di limone e il burro fuso, lavorando il composto con una frusta, poi aggiungere la farina setacciata con il lievito.

Montare a neve gli albumi con una presa di sale e unirli al composto.

Versare in una teglia di 21cm di diametro e coprire con il rabarbaro a fettine.


Cuocere in forno a 180°C per 40 minuti circa.


Che vi dico?
di sapore la torta è molto buona, il rabarbaro ha un sapore acidulo simile al limone, ma con questo impasto ci si sposa proprio bene!

e con il rabarbaro che mi è avanzato ho provato a fare la

MARMELLATA DI RABARBARO

Le dosi sono: 500g rabarbaro - 250g zucchero - 1/2 limone
io poi vi ho aggiunto mezza bustina di pectina.

Procedimento:
Tagliare il rabarbaro a tocchetti e privarlo dei filamenti, metterlo a cuocere con il succo del limone e metà zucchero finchè non si sarà sfatto.
Aggiungere lo zucchero rimanente con la pectina setacciata insieme e cuocere finchè riprende il bollore e poi per qualche minuto.

Invasare ancora calda e chiudere ermeticamente. Far freddare.
marmellata di rabarbaro

Ancora non ho capito se il rabarbaro mi piace oppure no..

Un ringraziamento a Belinda per i premi che mi ha donato e che giro a tutti coloro che mi seguono, non avendo tempo per dedicarli a qualcuno in particolare!!



lunedì 14 maggio 2012

MINI .. MINI .. MINI .. MUFFINS.. ANZI DA PUFFO!!

13 chiacchiere
Ebbene sì la follia dilaga a spron battuto.. 
Non paga di sfornare muffins ogni settimana ho pensato bene di autosfidarmi producendone di PICCOLI.. anzi che dico piccoli.. PICCOLISSIMI!!
In una parola sola.. da Guinness dei Primati.. 
o da neuro..
.. scegliete voi!
Comunque ho scoperto che avevo dei bellissimi pirottini del diametro di 2cm in casa da Natale, comprati per puro caso all'Ikea, e già quando li avevo comprati mi ero chiesta "..azzo ci farò mai? boh!" ma erano lì soli soletti su uno scaffale che non centrava per nulla e li ho presi su per non lasciarli abbandonati a loro stessi..
se non ci credete alle dimensioni, guardate qua..

 e adesso passiamo al tipo di muffin scelto per l'esperimento.. 
volevo fare i muffins alla marmellata di fragole, poi mia zia è venuta a trovarmi di ritorno dalla Germania e oltre a 750g di rabarbaro (con cui vi delizierò prossimamente) mi ha portato anche una confezione di spezie per muffins, così ho deciso di utilizzare la ricetta che c'era dietro la bustina..
Ingredienti:
250gr farina - 2 uova - 70g burro - 2 cucchiaini lievito - 100gr zucchero - 1 bustina di preparato - 250ml latte

Preparazione:
 
come al solito.. setacciare composti secchi, amalgamare a parte quelli liquidi, poi unirli mescolando velocemente, 

versarli nei pirottini e in forno caldo x cuocerli..
 
 
.. ok ma QUANTO DEVONO CUOCERE I MINI MUFFINS???
 
Ho pensato di cronometrarli e osservarli a vista.. il risultato è che ci mettono 5 MINUTI a 180°C..


 e questo è il risultato..

 ovviamente non potevo lasciarli così, per cui ho deciso di decorarli con la pdz e dei confettini di zucchero bianchi.. tanto per farli ancora più carini di quanto già non siano..



e questi sono sempre loro con i "fratelli maggiori", cioè con i muffins di dimensioni normali..


praticamente 10 mini-muffins equivalgono ad 1 muffin normale.. peccati di gola? adesso si può!!!


venerdì 11 maggio 2012

INIZIA IL DIVERTIMENTO

3 chiacchiere
TA-DAN.. si comincia il divertimento di preparare brodino vegetale, pappe e pappette alla mia piccola belva!!! la pediatra mercoledì scorso ha dato l'ok per iniziare a "divezzarla".. solo vegetale e crema di riso o mais-tapioca per questo primo mese, poi da giugno anche omogeneizzati di carne.. WOW!!
Si cresce.. si cresce..
se penso a com'ero disperata a dicembre-gennaio, delle crisi di nervi che mi prendevano ogni momento, dei pianti strazianti che mi son fatta con lei attaccata alle poppe ogni due ore circa..
mi sembra un sogno che siamo arrivati già a questo punto!
All'epoca vedevo come un miraggio la soglia dei 5-6 mesi e l'inizio dello svezzamento, me lo ero segnato sul calendario come tappa da raggiungere.. e adesso ci siamo sul serio!
che dire? il tempo è passato.. non veloce perchè cmq i giorni son stati lunghi e le notti ancora più lunghe, ricordo ogni istante passato con lei tra le braccia che poppava, le sue coliche da intolleranza al latte, i pianti disperati per la fame quando il latte scarseggiava perchè ne voleva di più, le bizze per stare un altro po' in collo con la mamma e non dormire..
ma ricordo anche gli occhioni ridenti e felici con cui mi accoglie la mattina quando la sveglio, le mani che si alzano verso di me perchè la prenda in braccio (una conquista avvenuta a quasi 4 mesi, prima mi guardava e basta) e le risate che mi fa quando giochiamo insieme.. è bellissimo sentirla ridere e vedere quegli occhioni ancora grigiastri che ridono e ti guardano felici e spensierati!
com'è anche bellissimo quando allunga una mano x accarezzarmi o tirarmi i capelli o mettermi le dita in bocca.. sono emozioni che mi fanno traboccare il cuore di amore e dolcezza come non avrei mai immaginato potesse accadermi..
si lo so.. grondo miele e stucchevolezza.. ma sapete una cosa?
è partita la botta di istinto materno tutta insieme e mi ha travolto come un tir a piena potenza!!!
A volte mi chiedo se son proprio io o se mi hanno lobotomizzato in sala parto come temevo potesse succedere.. anche i miei parenti non mi riconoscono più e si stupiscono di quanta dolcezza, tenerezza e PAZIENZA io abbia nei confronti di Tessa.. in effetti devo ringraziare lei se ho imparato cosa è la pazienza.. a volte mi mette proprio a dura prova, ma ho scoperto che se mi avvicino a lei nervosa o irritata peggioro la situazione, per cui anche se mi girano a duemila le palle balle, tiro un profondo sospiro, espiro tutta l'aria e via.. cerco di sorridere e di tranquillizzarmi per il tempo che sto con lei, il nervosismo, la stanchezza e tutto il resto lo metto via..
va bene.. ho divagato.. lo ammetto mi son persa dietro ad elucubrazioni mentali.. sorry!
tornando a noi dicevo che CI SIAMO..
lunedì 14 maggio 2012 SI COMINCIA IL DIVEZZAMENTO con pappa a base di brodo vegetale di patata e carota, crema di riso, olio e pezzetto di patata frullata..  inizialmente solo a pranzo, poi dopo una settimana circa (o quando sarò riuscita a farle mangiare SOLO la pappa e niente poppa) anche a cena.. colazione e merenda restano x adesso a tutta poppa.. finchè avrò latte da darle ben inteso.. dopo si vedrà!! e speriamo in bene!!! non ho ancora capito come la convincerò ad andare a letto alle 21.30 max 22.30 senza la poppa serale.. MAH.. VEDREMO!
vi terrò aggiornati con i progressi della belvetta!!

VI AUGURO BUON FINE SETTIMANA!!!

non ho ricette da lasciarvi x oggi.. ma un caldo abbraccio di cuore!

sfondo